mercoledì 4 gennaio 2012

ah! se avessi avuto un po' di casce fracito

in Abruzzo si produce il cacio pecorino (rigorosamente preparato col latte di pecora)
nella tradizione veniva confezionato in cestini di vimini, detti fuscelle, e le forme ottenute venivano messe a stagionare prima di essere consumate; capitava però, a volte, che alcune forme venissero "visitate" dai vermi dando così origine allo casce fracito o marcetto, formaggio cremoso color dell'avorio dal sapore molto intenso
non voluto dai produttori di cacio, capitava che alcune forme o pizze di pecorino si spaccassero durante la stagionatura e che una mosca -la Piophila Casei- ne approfittasse per deporre le sue uova 
queste uova maturano nel cacio e da esse nascono poi vermi che si nutrono solo di cacio diventandone parte
posso capire la sensazione di disgusto che qualcuno proverà nell'immaginare un cacio coi vermi, ma vi assicuro che è veramente buono! nella mia memoria ho l'immagine di un anziano che rincorre col pezzo di pane i vermi in fuga!! da bimba non mi riusciva di apprezzarlo (e vorrei vedere! pieno di vermi e puzzolentissimo!) , ma adesso mi piace veramente tanto, specialmente spalmato su una fetta di pane fritto

purtroppo a Roma è introvabile, credo poi sia anche vietata la vendita, anche se a Castel del Monte (Aq) lo si può acquistare con relativa facilità (lì si chiama u cace fraceche)

orfana dello casce fracito, mi son però rifatta col pane fritto così come lo mangio quando ho la fortuna di trascorrere qualche ora in Abruzzo




Ingredienti
fette di pane raffermo (ovviamente io ho usato quello senza glutine)
latte q.b.
uova q.b.
olio per friggere
sale q.b.
farina senza glutine q.b.


Procedimento
bagnare ogni singola fetta da entrambi i lati nel latte
passare un lato prima nella farina poi nell'uovo sbattuto
friggere nel lato con l'uovo
mangiare caldo




ah! se avessi avuto un po' di casce fracito...